Jarren Kolopratt

Jarren

“Jarren era basso di statura, come tutti gli gnomi. Arrivava a stento al torace degli uomini adulti, ma anche se la sua statura era quella di un bambino, il corpo era decisamente più maturo e muscoloso. La barba cresceva rigogliosa sul suo viso, forse l’unico elemento che lo legava alle tradizioni gnomiche.”

“Un naso dritto e lungo svettava tra quella folta massa di pelo castano, e due occhi irrequieti color nocciola scintillavano sotto le altrettanto rigogliose sopracciglia. Vestiva con abiti semplici e robusti, da viaggiatore, per lo più fatti di cuoio e lana grossa, ma era da tempo che non venivano spazzolati a dovere, ed iniziavano ad avere un’aspetto un po’ troppo vissuto. La mimica del suo volto aveva aiutato Jarren in numerose occasioni, tanto che col tempo era diventata sua abitudine esibirsi come cantastorie, acrobata, narratore o giocoliere nelle taverne per ottenere qualche soldo e magari un letto che non fosse di paglia e fieno. Le sue braccia, le gambe e il torace, pur essendo proporzionati alla sua statura, erano scattanti e dotate di una muscolatura nervosa, che sebbene non gli desse alcun vantaggio nell’intimorire il prossimo era molto utile nei suoi giochetti di agilità. A volte Jarren si esibiva sul palco delle taverne, raccontava un paio di storielle, eseguiva qualche piccola acrobazia e faceva ridere a crepapelle gli avventori. Aveva imparato quasi subito dopo aver lasciato il suo paese che l’aspetto di uno gnomo era buffo agli occhi degli umani, e, piuttosto che infuriarsi, aveva ben presto capito che sarebbe stato molto più remunerativo sfruttare questa sua caratteristica per guadagnare qualche pezzo di bronzo o di rame, se non per barattare le sue modeste esibizioni per una ciotola di zuppa ed un letto caldo per la notte.”

Capitolo I, “Lo Gnomo”