Nylamon

Protetto dalla barriera naturale dei picchi della Lancia, Nylamon è una terra fertile e verde. Come per altri territori, il termine Regno è improprio per questa terra, dato che non ha un solo sovrano a fungere da Reggente, ma un consiglio oligarchico composto da sette Voci. Ogni voce rappresenta una delle province del regno, e qualsiasi decisione riguardante il benessere dei sudditi viene concordata durante un’udienza. Il Coro delle Voci è un convegno che si tiene in corrispondenza di ogni luna nuova in una delle sette città che danno il nome alle province del regno: Syl, Eraa, Gylle, Hebryn, Lueval, Wynn e Uton. I palazzi del potere in queste città sono luoghi pubblici, e non sono di proprietà di alcuna casata nobiliare. Ogni famiglia, alla morte di una Voce, può proporre un proprio membro come nuovo rappresentante per la provincia: il titolo non è infatti ereditario, sebbene in ciascun territorio siano più o meno sempre le stesse casate a detenere il titolo. Solo in pochi casi negli ultimi secoli si è visto salire al Coro un membro della borghesia, il famoso Berik di Uton, che da semplice mercante è diventato una delle figure più ammirate della storia di Nylamon. […]

[…] Gli abitanti di Nylamon sono artigiani, commercianti e contadini. Si tratta di un popolo molto pratico e concreto, dedito alla ricerca del benessere più che della gloria. Naturalmente con il benessere e il commercio arriva sempre anche chi pensa di potersi appropriare di quanto faticosamente guadagnato, e questo ha reso nel corso dei secoli i Nylan famosi per le grandi campagne di coscrizione delle milizie d’ordine e dei corpi di difesa. Nonostante dotati da sempre di un esercito esemplare, ben equipaggiato e addestrato a lungo, nel corso della campagna di conquista imperiale il Coro è stato sciolto per far fronte alla minaccia dell’Idra, che dopo aver conquistato quattro provincie su sette ha convocato le Voci a Syl, in quel momento sotto assedio, e ha trattato la resa. L’Imperatore ha guadagnato il titolo onorario di Voce suprema, e la nazione ha potuto tornare in fretta alla sua tranquilla normalità. […]