il Bas

Le terre infuocate del Bas si stendono nel punto più meridionale del continente, e sono conosciute per la bellezza mozzafiato delle sue donne, per le cupole dorate dei suoi palazzi e per le oasi paradisiache che punteggiano l’arido paesaggio delle steppe. […]

[…] Il Bas è stato l’ultimo paese a subire la guerra di conquista dell’Idra, e sebbene ogni libro di storia ne descriva in dettaglio l’avventuroso epilogo, nessuno saprà mai con precisione quante persone perirono difendendo la loro terra dalle armate imperiali.

La nazione basiri è infatti la più popolosa tra le terre umane, con città enormi – Bas Karam non è che una delle grandi metropoli del regno – e numerosi villaggi arroccati sulle alture rocciose che punteggiano le pianure polverose. […]

[…] I basiri sono un popolo fiero e focoso, dal carattere deciso e poco propenso all’uso della diplomazia. Le incursioni nei territori di Ongar, degli Acquitrini e verso Aramita sono oggetto di infinite storie e racconti. Alll’epoca dell’Unificazione, quando le forze armate dell’Idra stavano marciando su Vrakalia, un patto di guerra tra gli abitanti del sultanato e gli orchi stabilì un’alleanza che avrebbe modificato pesantemente gli equilibri della battaglia e forse dell’intera campagna militare imperiale. Purtroppo il fronte conservatore dei basiri riuscì a convincere l’anziano sovrano a non intervenire, preferendo rinforzare le difese del proprio paese piuttosto che inviare a migliaia di leghe di distanza numerosi plotoni di soldati che sicuramente sarebbero tornati decimati. Questo episodio ebbe due conseguenze: in primo luogo fu la miccia che accese l’odio tra le genti del Bas e gli Orchi, i quali giurarono di prendere la propria vendetta nei confronti di quelli che da quel momento in avanti chiamarono in spregio “vermi delle sabbie”, e fu anche l’evento che mise in modo la Congiura dei Veleni, che culminò con l’ascesa al trono di Kodir Moss’Inih. […]

[…] Il Bas sembra una terra inospitale, ma in verità è incredibilmente ricca di risorse. Le rocce delle steppe sono punteggiate da filoni d’oro e d’argento, e non c’è altra nazione che possa vantare un maggior numero di miniere di pietre preziose. Di pari passo con questa ricchezza economica, si è sviluppato un grande amore per le armi, per l’arte del combattimento e per l’allevamento di cavalli adatti a muoversi rapidamente attraverso le immense distese del sultanato. Ogni ricco mercante incoraggiava i suoi uomini (e quasi sempre anche i suoi familiari più stretti) a diventare guerrieri provetti per difendere i beni faticosamente estratti dalle viscere del regno. […]