Arand

Il regno verdeggiante degli elfi è un luogo al di fuori dal tempo e dalla realtà. Arand è un’unica, enorme città-foresta, in cui gli elfi hanno deciso di isolarsi. I confini del regno non sono mai stati definiti in modo ufficiale, ma è usanza comune considerare territorio elfico tutto ciò che ricade sotto l‘ombra dei fitti alberi della foresta, mentre i terreni umani iniziano con le praterie e i terreni coltivati che si possono trovare in tutte e quattro le direzioni cardinali. […]

[…] Un visitatore che si trovasse a percorrere i sentieri di Arand in solitudine potrebbe rimanere profondamente turbato dalla strana geografia che hanno imposto alla regione millenni di cura elfica. Il sangue fatato di queste creature e la loro sconfinata abilità come botanici ed erboristi li ha resi capaci di modificare a piacimento la morfologia stessa della foresta. Alberi colossali che coprono il cielo con chiome tanto fitte di fogliame da rendere invisibile il cielo, porticati e camminamenti ricavati nel mezzo di tronchi, rampe sospese ottenute intrecciando viticci e liane viventi, gallerie nella terra morbida ricoperte di muschi luminescenti, e infinite altre trovate folli, partorite dalla mente sognante di questa razza.

Questo eventuale visitatore potrebbe rimanere folgorato dalla bellezza di alcune delle radure e dalle sofisticate architetture viventi degli elfi, ma dovrebbe guardarsi bene dal comportarsi come farebbe in un qualsiasi bosco del continente: in primo luogo per la sua personale salvaguardia, dato che quasi tutte le piante curate e accudite dagli elfi hanno una qualche proprietà se ingerite, toccate o bruciate (attività che può essere a volte benefica, ma che molto più spesso si rivela pericolosa per un essere umano). In secondo luogo, proprio a causa dello stretto rapporto di questo popolo con la natura che li circonda è facile trasgredire qualche strana norma o travalicare un divieto creato allo scopo di preservare le delicate coltivazioni dei mastri erboristi. Il solo tocco di un uomo può rovinare la purezza di un fiore utile per un distillato, ed è solo uno degli esempi che un mercante abituato a trattare con questa razza può raccontare. […]


[…] A differenza delle comunità umane, difficilmente gli elfi si riuniscono in città vere e proprie. Ciascun elfo elegge a propria dimora un appezzamento di terreno, e lì si stabilisce, se non può farlo nei pressi della propria famiglia. Le abitazioni elfiche sono una strana combinazione di muratura e giardinaggio: sebbene siano diverse e variegate come le piante di un bosco, le dimore di questa razza sono per lo più realizzate a metà strada tra il sottosuolo e le radici degli alberi, e spesso si appoggiano ai fusti delle piante più vicine per risalire con camminamenti e terrazze fino alle chiome. Gli ambienti interrati accolgono tutte le strutture di servizio di una casa, mentre gli spazi più elevati sono usati per la meditazione e per i sogni indotti dai loro filtri. Spesso le grandi famiglie hanno dei veri e propri palazzi costruiti a ridosso di un intero bosco, ed è difficile per un umano distinguere dove inizi la foresta naturale e dove termini la dimora elfica. […]